Nel cuore della cura

Suggestioni poetiche a cura di Giuseppe Ruggiero

“La pittura è una poesia che si vede e non si sente La poesia è una pittura che si sente e non si vede”. – Leonardo Da Vinci, Trattato della pittura

Ogni lunedì Giuseppe Ruggiero proporrà una sua poesia, accompagnata da un’immagine, come dono di riflessione per chi è impegnato in una relazione di cura e desidera fermarsi qualche attimo per sentire dentro di sé il nutrimento della parola e sintonizzarsi sulla creatività della visione.

Nel Cuore della cura

Un anno con Giuseppe Ruggiero

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Libro

realizzazione grafica a cura di Geraldina Neri Volontaria

Gli incontri sono ad offerta libera. E’ molto gradita l’iscrizione all’associazione. Ci aiutereste così a sostenere chi sostiene che è il nostro intento principale.
Supporta il Progetto PienEssere con la raccolta fondi per le borse di studio per coloro che intendono formarsi nella Braveheartfulness School.

L’offerta libera (dãna) è una modalità proveniente dalle antiche tradizioni di riconoscere di aver ricevuto qualcosa di prezioso per la vostra vita. Il Buddha nei suoi insegnamenti enfatizzava il valore della generosità e della condivisione di ciò che abbiamo con gli altri quale pratica essenziale per coltivare la felicità e il benessere. Nel ricevere con gratitudine e nel dare con generosità, diveniamo più pienamente coscienti e partecipi della rete interconnessa della vita che ci sostiene tutti.
La generosità permette alla trasmissione degli insegnamenti di Dharma di proseguire e di rimanere accessibili a tutti coloro che desiderano riceverli.

Attivista

Giuseppe Ruggiero

Medico Psicoterapeuta e Poeta

Avvisami ti prego

Avvisami ti prego quando la parola si farà superflua e il pensiero non brillerà più di cielo Avvisami ti prego se non mi accorgo dell’aria

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Ho paura

Ho bisogno di parlarti in segreto non voglio che il mondo lo sappia voglio dirlo solo a te Ho paura che siamo arrivati alla fine

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Passaggi

Sto dalla parte del tempo nei suoi passaggi tristi metto silenzio nel nido colmo di parole per fare piuma e spazio tra la pianta e

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Dicembre

Era dicembre verso la fine un tempo brevissimo per due respiri e una pausa breve Mi dicesti la neve cadrà la neve sulle nostre mani

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Enso

Enso il gesto semplice e deciso della mano l’inchiostro sulla carta di riso unità di infinito e vuoto calma e movimento Si posa e si

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Che cos’è

Che cos’è (dedicata a Sergio Endrigo) “Che cos’è c’è nell’aria qualcosa di freddo che inverno non è” Così cantava Endrigo con quell’aria triste e malinconica

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Manco

Manco di quelle parole che non so dire di quei silenzi che non so capire resto con me da solo non so fino a quando

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Profumo di rosa

Ho le mani nude guardo le linee nei palmi faccio il gesto della congiunzione Tengo insieme inquietudine e pace, osservo la mente farsi silenziosa  

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Sul lago

Sul lago la mente ritrova la sua radice una curva di silenzio oltre la linea della parola Prima bagno i pensieri e poi li asciugo

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Qui rido io

Qui rido io che ridere fa bene al cuore toglie la malattia dell’attaccamento che non conosce medicina migliore Qui ora nelle trame di un pianto

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Come un abito

Indossa come un abito la gioia del vivere e portala a spasso con elegante fierezza Lascia che si contamini l’aria di questa fragranza di bene

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E’ cosa mia

Non la respingere non la mandare via dico a me è mio questo pretesto questa lingua che si insinua nelle parole e mi costringe a

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Il viaggio

Dove sei stata? In quale stanza hai lasciato il tuo orgoglio ferito? Vedo che le finestre sono aperte e fanno passare più luce Hai cambiato

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Eccomi

Eccomi sono qui a mostrare lo scandalo a contemplare il filo d’erba il pulviscolo di dolore rimasto tra le dita il grumo di orrore da

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