Verso un’educazione risvegliata nasce dall’idea che educare significhi accompagnare esseri umani nella loro interezza: non solo nella dimensione cognitiva, ma anche in quella corporea, emotiva, relazionale e spirituale. La famiglia e la scuola sono chiamate a riconoscere questa complessità e a sostenere la crescita dei bambini e dei ragazzi in modo armonico, rispettoso e profondo.
Indipendentemente dall’educazione religiosa, di qualsiasi orientamento, che appartiene alla sfera culturale e interiore della famiglia, a noi che accompagniamo la crescita, qualunque sia il nostro ruolo, spetta il compito di coltivare consapevolezza, umanità, relazione, responsabilità etica.
L’educazione è sempre un processo condizionato: dalla cultura in cui viviamo, dalla società a cui apparteniamo, dalla nostra storia personale, dalle esperienze vissute e da molti altri fattori spesso invisibili. L’educazione risvegliata prova a portare maggiore libertà dentro questi condizionamenti. Si fonda sulla presenza empatica dell’adulto — insegnante, genitore, educatore — che non presume di sapere in anticipo che cosa sia bene per il bambino o la bambina, ma resta in ascolto dei suoi bisogni e orienta l’azione educativa con saggezza, momento per momento, mantenendo chiara la direzione verso cui andare.
È un modo di educare che mette in relazione la dimensione personale, sociale e sistemica dell’essere umano, riconoscendo che non sono separabili. Un bambino o una bambina per stare bene nella sua famiglia o nel gruppo classe e nella società ha bisogno di poter stare bene anche con sé stesso/a, sviluppando attenzione, capacità di ascolto, fiducia e senso di sicurezza interiore. Per questo il percorso lavora sulla consapevolezza, sulla gentilezza-compassione e sull’impegno, intesi come qualità che sostengono una crescita autentica e responsabile.
La meditazione e le pratiche riflessive sono uno degli strumenti possibili di questo cammino: non come fine, ma come via per favorire l’autoconoscenza e la consapevolezza di sé, che sono alla base della responsabilità e del comportamento etico.
Questo percorso di incontri è offerto con l’aspirazione di sostenere genitori e docenti nel ruolo educativo, sempre più impegnativo nel mondo delle sfide di oggi. Vuole anche essere un’occasione di incontro, condivisione e confronto, con lo scopo di creare una rete di interdipendenza che ci faccia sentire tutte e tutti meno soli. Educare infatti, significa imparare ogni giorno tra dubbi, domande, stanchezze, intuizioni e piccoli passi avanti, cercando di accompagnare i bambini e i ragazzi con presenza e fiducia… verso un’educazione risvegliata.
Primo incontro MARTEDI’ 12 GENNAIO 2027 ore 20.30-22
Sono un buon genitore o un buon insegnante? Autocompassione, cura e presenza nella relazione educativa
Nel primo incontro ci interrogheremo con delicatezza su una domanda che molti adulti portano dentro: “Sono un buon genitore/insegnante?”. Partiremo da come ci percepiamo in questo ruolo e dal dialogo interiore che costruiamo con noi stessi, per avvicinarci a uno sguardo più gentile, meno giudicante e più capace di comprensione. Sarà un invito ad allenare un atteggiamento di autocompassione, che non significa indulgere, ma imparare a guardarsi con più umanità.
Secondo incontro MARTEDI’ 26 GENNAIO 2027 ore 20.30-22
Bambine e bambini che diventano amici del silenzio.
Questo incontro suggerisce agli educatori come proporre ai bambini e ai ragazzi un invito a fermarsi, ascoltare e scoprire quanto il silenzio possa diventare uno spazio prezioso di presenza, consapevolezza e relazione. Non un vuoto da riempire, né un’occasione per scappare, ma una via per abitare un posto sicuro dentro di sé, dove incontrarsi, riconoscere le proprie risorse e qualità, comprendere meglio come si è fatti, volersi più bene e ricevere i doni del silenzio.
Terzo incontro MARTEDI’ 16 FEBBRAIO 2027 ore 20.30-22
Volgere la mente all’interno: dall’attenzione al cuore.
Il terzo incontro è un invito a soffermarsi su come aiutare bambini e ragazzi a sostenere l’attenzione, non solo come capacità di concentrazione, ma come possibilità di entrare in contatto con sé. Quando impariamo a rivolgere la mente verso l’interno, si apre uno spazio di ascolto, consapevolezza e presenza che può diventare una via preziosa di auto-conoscenza e benessere. È un modo per scoprire che l’attenzione non riguarda solo ciò che facciamo, ma anche il modo in cui abitiamo noi stessi e la relazione con il mondo.
Sperimentiamo alcune attività piacevoli e giocose per andare in questa direzione, e per coltivare l’attenzione in modo naturale, leggero e coinvolgente.
A CHI È RIVOLTO
Genitori ed insegnanti.
DONAZIONE LIBERALE
È uno spazio di pratica offerto gratuitamente con l’augurio che sia di massimo beneficio a chi partecipa.
I momenti di pratica hanno una duplice intenzione: sperimentare la riflessione, il raccoglimento nella meditazione e l’ascolto cogliendone i benefici, e al tempo stesso trasformare in azione la motivazione altruistica attraverso il contributo libero che andrà interamente al progetto:
FONDO DI SOSTEGNO: (borse di studio per formazione continua alla pratica di servizio e per partecipazione ai ritiri)
Il fondo di sostegno sosterrà altri partecipanti che hanno difficoltà a permettersi la quota di iscrizione all’associazione e a partecipare ai ritiri e alla formazione continua di coloro che si mettono a servizio.
Questa contribuirà a costruire una comunità che si sostiene e che sostiene le migliori qualità del cuore ![]()
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Se il cuore lo sente potete fare una donazione, al Progetto a:
Associazione Progetto PienEssere APS
IBAN IT98P0623010996000046591010
(per i conti esteri BIC CRPPIT2P323)
Causale: Nome cognome, FONDO DI SOSTEGNO