Soffio

Fiabe del cuore

La fiaba intitolata “Soffio” è dedicata a un albero che ha catturato la mia attenzione nel parco del “Giardino Botanico Valderia” presso il Parco Naturale Alpi Marittime a Valdieri (Cuneo). Le foto che ho scattato a Soffio non gli rendono giustizia, pero ne ho scelta una che meglio lo rappresenta in questo meraviglioso parco.

A voi il compito di scoprire qual é: sono sicura che lo riconoscerete!

 


 

C’era una volta, nel bosco incantato vicino al villaggio dei Pipititi, un albero di nome Soffio.

Passava il tempo chiedendosi: “Sono un albero o sono altro?”.

Aveva le radici così fini che bastava “FUUUF!”, una folata di vento, per farlo sbalzare fuori dalla terra e farlo rotolare. La cosa non gli dispiaceva affatto, anzi, pensava: “Wow! Cosí posso giocare con i Pipititi e magari con gli umani che passano di qua oppure con gli elfi e i folletti.” Gli elfi e i folletti, in realtá, vedendo un albero che camminava sulle radici e che scivolava sulla terra, si sentivano confusi: un po’ volevano giocare, un po’ avevano paura e non si avvicinavano.

Un giorno Soffio si sentiva particolarmente annoiato, così decise di saltare su uno dei rami del faggio e subito dopo su un ramo del pino, peró “CRACK!”: i rami si spezzarono e “AHIA!”: i due alberi erano molto risentiti.

“Vai via di qua! Noi non vogliamo giocare con te!” gli gridarono da una parte all’altra del bosco.

Soffio non si perse d’animo e inizió a lanciarsi in lunghe scivolate sulle foglie secche. “Nooooo!” dissero in coro gli alberi lí intorno “Così ci porti via la copertina che tiene al calduccio le nostre radici. Noi facciamo cadere le foglie in autunno, poi grazie alla nostra amica acqua e ai nostri compagni insetti diventano un terriccio tiepido, che ci riscalda e ci nutre nel freddo inverno”. Soffio non ne aveva idea.

Tutto il bosco era molto arrabbiato con Soffio: gli alberi non riuscivano a capire perché era tanto diverso da loro. Anche gli animaletti, gli elfi e i folletti si sentivano infastiditi dai dispetti di Soffio, il quale in realtà voleva solo giocare.

Data la situazione fu convocato il consiglio dei saggi del bosco incantato: il loro compito era guardare al di lá di ció che appariva e capirne davvero il significato. I saggi sapevano vedere oltre la corteccia degli alberi: per questo sentirono che il cuore di Soffio era puro e che stava soffrendo molto perché non si sentiva capito. Erano altrettanto certi che un giorno, quando Soffio sarebbe cresciuto avrebbe potuto portare grande saggezza e un sapere diverso nel bosco.

I saggi peró sentivano che era il momento di chiedere aiuto: mandarono un uccellino in ciascuna delle quattro direzioni affinché avvertissero le streghe dei quattro elementi: la strega dell’Est, quella del Nord, quella dell’Ovest e quella del Sud.

Arrivarono di corsa: una in groppa a una cavalletta, l’altra su una scopa di saggina, l’altra su una foglia portata dal vento e l’ultima su un rametto trasportato dalla corrente del fiume.

Non appena si avvicinarono a Soffio, compresero in un attimo la situazione: “Oh piccolo, non ti senti un albero, non ti riconosci come tale, perché le tue radici sono troppo sottili. Peró non ti devi preoccupare: ti aiutiamo noi a farle diventare forti!”

Le streghe avevano portato con sé tutto il necessario: “Forza tiriamo fuori il pentolone!”

“E gira e gira! Mescola, tira su il coperchio! E ora aggiungiamo i quattro elementi!”

La strega dell’Est estrasse dalla sua borsa una boccettina che conteneva una nuvoletta piena d’aria; la strega del Nord aveva portato terra rossa, terra nera, terra gialla e terra verde; la strega dell’Ovest aggiunse alcune lacrime di rugiada che aveva raccolto su delle foglie strette, su altre larghe, su alcune piccole e perfino su delle foglie lunghe. Mancava solo la strega del fuoco, che veniva dal Sud: era un po’ disordinata e non trovava la sua boccetta. La cercó un bel po’, quando finalmente si ricordó: “Ah già, già! L’avevo messa dentro al cappello!” Cosí mise nel calderone anche l’energia di un fulmine.

Le quattro streghe afferrarono ognuna il proprio mestolo e iniziarono a mescolare: amalgamarono tutti gli ingredienti, mentre un vapore molto denso saliva dal pentolone. Soffio aveva una gran paura e fece per scappare: le streghe se ne accorsero e lo afferrarono per un ramoscello, rovesciandogli addosso la pozione magica.

In un momento fu avvolto da una nuvola colorata: quando il vapore si dissolse si accorse che qualcosa era cambiato. Soffio era diventato un meraviglioso albero: aveva un sorriso, un cuore e  delle braccia, ma soprattutto aveva dentro di sé la saggezza degli alberi che camminano.

Si racconta che si ispirarono a Soffio per dare vita al personaggio di Olaf nel film “Frozen”.

 

Se Soffio vuoi incontrare a Valdieri devi andare

Nell’orto botanico puoi entrare, nel bosco ti dovrai inoltrare

E cosí dalla sua bellezza ti lascerai inondare.

Altri ritiri ed eventi