La Fiaba di Siri è nata un anno fa dal confronto con persone meravigliose e con l’idea che potesse essere di sostegno ai bimbini nel periodo del lockdown del 2020. Inizialmente questa fiaba ha avuto diffusione sotto forma video e solo ora, dopo un anno, le ho dato finalmente forma scritta. È dedicata a Iris e anche a questo meraviglioso albero che vive nel mio giardino condominiale e che è stato sostegno, riparo, ispirazione in questo ultimo anno.

 


 

C’era una volta, in un tempo molto lontano, ma non troppo, in un luogo molto lontano, ma non troppo, una curiosa contea dove vivevano i Pipititi: piccoli esseri, un po’ elfi e un po’ gnomi, con occhi grandi, con le orecchie a punta e con peli viola sulle estremità.

Erano piccolini come esseri, ma avevano un gran cuore, erano amanti delle feste e dei colori, ma anche grandi lavoratori. Ogni occasione era per loro un motivo per far festa: i compleanni, i successi di uno di loro, lo sbocciare di un fiore, la semina, il raccolto, ecc…

Un giorno si accorsero che nella vecchia rovina sulla collina era andato ad abitare un esserino molto diverso da loro, molto più piccolo, tutto tondo e con una gigantesca corona, che faceva quasi paura perché emanava una luce molto strana. Era Virulus! Virulus, anche se così piccolo da sembrare innocuo, si mostrò essere invece molto aggressivo e prepotente e iniziò a conquistare terreni, fattorie e a far paura a tutti i Pipititi, che si chiusero in casa e smisero addirittura di fare le loro consuete attività e soprattutto interruppero tutti i festeggiamenti per i compleanni, per i meravigliosi cambiamenti della natura e iniziarono a non vedersi più, perché erano costretti a stare rintanati ciascuno in casa propria per proteggersi da Virulus.

E così passò il tempo, per lunghi giorni, per mesi ed era quasi passato un anno.

Tra i Pipititi c’era una piccola Pipitita, di nome Siri, che non ne poteva più di stare a casa da scuola e di non giocare con gli altri piccoli Pipititi.

Una notte, quando stava quasi per scivolare nei dolci sogni, sentì un rumore alla finestra, quasi come se qualcuno stesse bussando: si fece coraggio, timorosa che potesse essere Virulus, si affacciò alla finestra e… sorpresa delle sorprese! C’era un piccolo porcospino.

Il porcospino le rivolse la parola: “Ciao Siri, vengo dal bosco qua vicino, è da un po’ che ti osserviamo e il consiglio degli alberi saggi mi ha chiesto di venire da te per chiederti aiuto. Tutti gli esseri del bosco sono spaventati, perché hanno paura di Virulus.

I saggi dicono che in un posto segreto nel bosco c’è una sorgente d’acqua che permette a ognuno di brillare della propria luce: i saggi pensano che forse, se tutti gli esseri della contea e del bosco riuscissero a bere una goccia a testa di quest’acqua brillerebbero di una luce che può contrastare Virulus. Per raggiungere la sorgente ci sono delle prove da superare, però io ho solo quattro zampette e non potrei farcela da solo, così il consiglio degli alberi saggi mi ha mandato a chiederti se mi puoi accompagnare in questa avventura. Siri, verresti con me?”.

Siri era molto sorpresa, ci pensò su qualche minuto perché era proprio molto indecisa. Aveva una gran paura di Virulus e poi non sapeva se fosse stata così coraggiosa e capace di una simile impresa. Siri però aveva un gran cuore e per questo decise di accettare e di seguire il porcospino in questa impresa.

Si addentrarono nel bosco e, cammina cammina, arrivarono in un luogo molto strano, dominato da un forte rumore d’acqua corrente, che aumentava proprio al sorgere del sole. Il porcospino si rivolse a Siri e le disse: “Siamo arrivati alla prima prova! Bisogna lavarsi le mani e attraversare quella cascata di acqua. Attenzione, Siri! La cascata può cancellare la memoria delle persone a cui vogliamo bene, quindi, per evitare che ciò succeda, bisogna riportare alla mente gli occhi di chi amiamo e nel cuore sentire l’amore che si prova per ciascuna persona a cui vogliamo bene”.

Siri era terrorizzata: non voleva assolutamente dimenticarsi della sua mamma, del suo papà, dei suoi fratelli e di tutte le persone a cui voleva bene, ma ormai era arrivata fin lì e non poteva tornare indietro.

Così, dopo aver fatto un profondo respiro, si fece coraggio e saltò sulla prima pietra, si fermò a guardare l’acqua e in una goccia vide gli occhi della sua mamma. Senti’ nel cuore il calore del suo abbraccio, come se la stesse abbracciando proprio in quel momento e, incredibilmente, la goccia si trasformò in un cristallo, che lei raccolse e conservò in una tasca.

Saltò quindi sulla seconda pietra, pensando ed evocando in un’altra goccia gli occhi del papà, sentendo nel cuore l’energia che provava ogni volta che con lui giocava a palla nel giardino: così anche quella goccia si trasformò in cristallo che Siri raccolse. Di pietra in pietra, di goccia in goccia, di cristallo in cristallo Siri attraversò tutta la cascata e si sorprese di avere nella mente e nel cuore il ricordo di tante persone a lei care. Siri era molto contenta e il porcospino le fece un sacco di complimenti.

Continuarono il cammino e arrivarono nei pressi di una foresta molto, molto scura, con alberi senza foglie, con rami che sembravano quasi braccia ossute con gli artigli. In lontananza Siri intravide qualcosa che le fece molta paura: erano dei mostri!

Effettivamente forse non erano mostri… ma rocce con forma di mostro.

Il porcospino le disse: “Siri questa è proprio una prova di coraggio! La paura impietrisce, se vince la paura qui ci si trasforma in roccia! Qua ci sono dei colori che forse servono per dipingere le rocce, pensi di potercela fare?”.

Siri aveva paura e avrebbe voluto scapparsene a casa sua, al sicuro, ma dopo due bei respiri profondi, con la mano tremante prese un pennello, lo intinse nel colore e iniziò a dipingere la prima roccia, pensando : “Certo che così colorata non fa più così tanta paura”.

Appena terminato di dipingere l’arcobaleno sulla prima roccia accadde qualcosa di sorprendente: la roccia si aprì e da essa apparve un fiore grandissimo, tutto colorato. Siri si sentì a quel punto sorpresa e divertita: con energia e coraggio iniziò a dipingere anche le altre rocce, che lasciarono il posto a meravigliose piante e fiori. Siri chiese, dentro al suo cuore, il permesso ai fiori di poter prendere qualche loro petalo, che mise in tasca assieme ai cristalli della cascata.

Siri ed il porcospino continuarono il loro cammino fino ad un labirinto: “Oh Porcospino come troveremo la nostra strada qui? Di sicuro ci perderemo!”

Siri si rivolse al Porcospino: “Guarda: ci sono queste parole appese alle siepi, alcune sono terribili e mi fanno paura”.

Il porcospino le disse: “Io non so leggere. Fino a qui il tuo cuore ci ha guidato, cerca tra le scritte le parole che parlano il linguaggio del tuo cuore e sono sicuro che così non ci perderemo!”

Passarono vicino a parole come “decreto”, “respiratore”, “ictus”, per questo Siri si mise a cercare le parole che comunicavano con il suo cuore, come “abbraccio”, “sorriso”, “amore”, “fiducia”. Le raccolse tutte e senza accorgersene Siri ed il porcospino si trovarono fuori dal labirinto, proprio esattamente di fronte alla sorgente che stavano cercando! Sgorgava dal tronco di un maestoso albero.

Siri si avvicinò all’albero e lasciò nella sorgente tutti i doni che aveva raccolto: i cristalli, i petali e le parole raccolti nel viaggio.

Poi riempì la sua borraccia di acqua della sorgente.

Attraversarono quindi di nuovo il bosco, diretti alla contea. Laggiù Siri distribuì ogni singola goccia dell’acqua della sorgente a tutti gli abitanti della contea e a tutti gli esseri del bosco e all’improvviso tutti iniziarono a brillare di una luce luminosa e bianca.

Tutti si sentivano più forti, iniziarono a trovare il coraggio per comunicare tra loro e a guardarsi negli occhi e per  la prima volta dopo molto tempo iniziarono a sentire un coraggio nuovo e iniziarono ad avere idee e pensieri creativi, mai pensati prima, per poter fronteggiare Virulus.

Si racconta che Virulus visse ancora per un bel po’ nel castello in rovina, ma sicuramente faceva un po’ meno paura.

I Pipititi vissero e vivono ancora felici e contenti nella loro contea.

 Se come Siri un’avventura il tuo cuore coraggioso vuol provare

Un albero speciale vicino a te puoi cercare

Sulle sue radici ti potrai sedere

E vedrai che una relazione importante inizierai ad avere

La sua corteccia potrai toccare

E il tuo cuore con il suo potrà parlare

Il suo odore potrai annusare

E tu di lui non ti potrai più dimenticare.

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