Il mistero degli alberi danzanti

Fiabe del cuore

C’era una volta, in un posto molto lontano, (ma anche molto vicino a qua), in un tempo molto
lontano, (ma anche molto vicino ad ora), il villaggio dei Pipititi.
Era abitato da piccoli esserini con la pancia, piedi lunghi in buffe scarpe a punta, occhi
rotondi e grandi, orecchie da elfo con peli viola o verdi sulla sommità. Insomma, esserini
buffi, ma con un cuore puro e grande grande, tanto da essere come tanti piccoli cuoricini.
I piccoli dei Pipitini erano soliti andare a scuola per imparare le cose importanti della vita,
una scuola molto speciale: si trovava sulla riva di un piccolo stagno.

Tutte le mattine i Pipitini si sedevano di fronte al piccolo specchio d’acqua, dove al centro,
tra le piante galleggianti, primeggiava un bellissimo Fiore bianco e rosa: era il loro Maestro.
A lui i Pipitini rivolgevano le domande e le curiosità rispetto a ciò che vedevano e vivevano.
Un giorno un Pipitito chiese al Maestro: “Qual è il segreto degli alberi che sembrano danzare
su, verso il cielo, con il vento, con l’erba e con tutto ciò che c’è attorno?”.
Il fiore rispose: “Per avvicinarvi a questo segreto oggi avrete un compito molto speciale:
dovrete diventare voi stessi alberi. Dovrete cercare nella natura che vi circonda degli
strumenti musicali, che come quegli alberi vi facciano ballare.
Lasciatevi scorrere nell’acqua come se foste linfa, sprofondate nella terra scura come se
foste radici e passate tra le fessure della roccia, come se foste rami che, per raggiungere la
luce, si contorcono e cambiano forma”.
I piccoli Pipititi, entusiasti, corsero verso questa nuova esperienza: “Andiamo al fiume!
Andiamo al fiume!”

Una volta lì si lasciarono scorrere sull’acqua. Il più piccino disse: “Guardate questi rametti!
Questi sì che possono essere degli strumenti musicali! Sentite che bel suono fanno se li
sfreghiamo e li battiamo l’uno contro l’altro!” .
Un suo amico si spostò più in là, verso le piante : “Guardate! Lì c’è della terra nera,
proviamo a diventare radici, togliamoci le scarpe e immergiamo le mani e i piedi.” Un altro
Pipitito lo seguì: “Com’è calda e morbida questa sensazione! Mi sento come…avvolto!”
Un Pipitita molto curiosa trovò qualcosa di nuovo: “Ma avete visto questi semi? Sembra che
abbiano una campanella dentro, scuotendoli tintinnano!”.
La sua amica subito rispose :“Dai prendiamone qualcuno!”.
Presto si accorsero della grande roccia che, come aveva detto il Fiore, aveva proprio delle
fessure scavate dall’acqua, giuste giuste per il passaggio di un essere piccolo come un
Pipitito.

 

“Guarda, riesco a passare!" Disse uno di loro. "C’è della luce dall’altra parte, ma per
raggiungerla mi devo accovacciare, arrotolare, devo ruotare. Pant..pant.. Ehi! Guarda! Sono
passato! Provate anche voi!”
I Pipitini, ridendo e giocando, si trovarono presto oltre la grande roccia, a piedi della quale
incontrarono un vero e proprio tappeto, fatto di tanti pezzettini rocciosi. Bastarono pochi
secondi per scoprire che quando provavano a batterli l’uno contro l’altro emettevano un
suono armonioso.
Si spostarono un poco e raggiunsero una radura: raggiunsero il centro e con grande
meraviglia, alzando gli occhi verso il cielo, si accorsero erano circondati da maestosi alberi,
che formavano un cerchio. Ricordavano quelli che avevano suscitato la loro curiosità.
I piccoli Pipititi si avvicinarono tra loro, si misero in cerchio e iniziarono a suonare: chi
sfregava i bastoncini, chi agitava i semi che tintinnavano come campanelle, chi percuoteva i
pezzi di roccia. Senza accorgersene, dai loro movimenti si iniziò a produrre una melodia: si
misero a ballare, muovendosi tra gli alberi, si divertivano un mondo, ridevano, volteggiando
e cantando.
Sulle note di quella musica, attorno a loro, anche gli alberi iniziarono a scuotere le loro
fronde, dolcemente, ondeggiavano, si piegavano fino a toccare la terra. Stavano davvero
danzando!
I loro rami si intrecciarono, al punto che, in mezzo a loro, d'improvviso, apparve la sagoma di
un grande cuore.
Era il cuore degli alberi danzanti, un cuore magico, che tiene uniti, fra loro, tutti gli alberi del
pianeta.

Se gli alberi danzanti vuoi trovare, al parco di Masino devi andare.
Se saprai osservare e danzare, il cuore potrai ascoltare.

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