Dopo il diluvio

Nel cuore della cura
Guarderemo il mondo
attraverso la luce fioca
di una candela
ci sfioreremo con le parole
silenziose
delle sere di dicembre 
spegneremo le luci di fuori
le accenderemo dentro
per illuminare
le piccole ombre che implorano 
cittadinanza di cuore
riscalderemo il corpo di chi ha freddo 
con lana di abbondanza
e spartiremo il pane 
moltiplicando il bene

Saremo pochi all’inizio
quelli che bastano per ricominciare
si aggiungeranno
altri attratti
dall’odore dei canti 
diventeremo molti tanti
nessuna goccia d’acqua 
andrà sprecata 
misureremo gli angoli tra due sorrisi 
del primo mattino
e sul punto esatto dell’incrocio 
pianteremo il primo fiore del giardino 

Saranno una donna un vecchio un cane 
una farfalla e un bambino 
i primi a scendere dall’Arca 
per benedire il diluvio
sarà la rivincita
dei mari dei cieli
delle fasi lunari
non avremo una casa
abiteremo sulla soglia
abbracceremo l’albero
il filo d’erba 
l’impercettibile respiro della foglia
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