di Ajahn Sucitto
Ci sistemiamo…..Come probabilmente sai, la tua pratica di meditazione è un’esperienza che si accresce con il tempo. Quindi ci vuole tempo, non puoi educare chitta solo con le parole. Deve fare esperienza, scoprirlo da solo, dimenticare, cadere e riprovare.
Fin quando inizia a riconoscere quelle particolari aree in cui non entrare, o i modi in cui non agire, come non agire impulsivamente, come non aggrapparsi alle esperienze piacevoli, o lottare contro quelle spiacevoli.
Queste sono reazioni molto istintive. Pianificare la prossima esperienza: un atteggiamento molto radicato, Sankhara. Pianificare, cercando di raggiungere la prossima esperienza.
Oppure ercando di rivivere l’esperienza avuta tre settimane fa, per sperimentarla di nuovo. Questo è un altro errore.
Dobbiamo quindi imparare quali sono i modi in cui chitta si perde, si esaurisce e abituarci a quelli in cui chitta non si esaurisce o si perde meno, sperimentando una certa uniformità, quasi una normalità in questo.
Ci vuole tempo anche solo per iniziare a moderare il livello della sensazione, il che non è fantastico. Come quando ci si sente un po’… :, “Non dovrei forse fare qualcosa o far accadere qualcosa?”
E quando riesci a stabilizzarti, impari ad indugiare. Questo indugiare fa parte del processo di assorbimento e può anche significare che, con un po’ di pratica, puoi cominciare a richiamare in te qualità come le virtù.
Questo permette di contattare la sensazione di rettitudine, rispetto di sé, sensibilità e libertà da agitazione e rimorso. Dimora in questo stato, soffermati su di esso. E avverti come il tuo corpo si sente più equilibrato.
Sono punti di riferimento a cui puoi tornare, Soffermati, senza un programma preciso, seguendo ciò che permette a chitta di cominciare a ritrovare felicità, agio, senso di connessione, e tu hai la sensazione di qualcosa di luminoso, elevante, incoraggiante, gioioso e rasserenante.
Porta questa sensazione nel tuo corpo. L’energia all’interno del corpo si calma, si rilassa. Porta questa sensazione nel tuo corpo.
A un livello sottile, la tensione nella testa, la leggera costrizione in gola o una lieve compressione nel petto… Porta la tua attenzione, con cura, a queste aree, distendendole e ammorbidendole.
Ora all’intero corpo, collegando qualsiasi parte che sembra avere difficoltà al corpo nel suo insieme. Come se stessi osservando un dettaglio in un dipinto, e senza perderlo, allarghi lo sguardo per includere il resto dell’opera.
Quindi non si tratta di allontanarsene, ma di sperimentarlo in prospettiva. La metafora visiva può essere utile a questo scopo, così come riconoscere il valore della metafora del contatto.
Lo percepisci pienamente e lo senti. E poi arriva quella sensazione piacevole che si prova quando le cose si calmano.
Nota quando stai spingendo troppo forte e le cose iniziano ad irrigidirsi causando una sensazione spiacevole. La sensazione è qualcosa da padroneggiare.
La meditazione è il principale ambito per sentire, padroneggiare il sentire e lenirlo.
Quindi per lavorare sulle sensazioni.
E’ proprio così. Normalmente la sensazione nasce alla vista di qualcosa. Vediamo qualcosa, la mente si eccita, c’è una sensazione di felicità o unn pensiero: Oh sì. E qualcosa scoppia: ma questo non è uno scoppio, è più come qualcosa che si riscalda in modo costante e graduale.
Non vuoi effetti esplosivi. Ovviamente anche questo è un processo di maturazione…la mente può abituarsi alla stimolazione. E’ come prendersi cura di un bambino, non puoi mangiare caramelle tutto il tempo.
E poi il gusto cambia e ti godi la leggerezza e la liberta. E percepisci e rimani con le qualità della rettitudine, del rispetto di sè, della gentilezza e abbandoni la durezza, l’acidità, l’amarezza per gli eventi passati e il dolore.
Puoi riconoscere tutto questo con la consapevolezza di chitta, lo conosci, puoi esserne consapevole.
E fai un passo indietro: è solo una sensazione, solo un’impressione. C’è un corpo che respira. Dovresti solo lasciar andare questi effetti negativi.
Quando il corpo si sente più rilassato e calmo, porta lì la tua attenzione. Soffermati su quella sensazione, cerca di percepire quella qualità, quel segnale, Ah…sembra molto confortevole. Rimani in quella sensazione, dagli molto spazio.
Stai coltivando pazienza e consapevolezza. Comincerà a permeare il corpo, proprio come una spugna che assorbe l’acqua poco alla volta, fino a diventare completamente satura. Così l’acqua penetra nella spugna.
E inoltre c’è la fragranza: se hai un fiore profumato, la fragranza si diffonde nell’aria. Non devi agitare il fiore o spremerlo. Basta lasciarlo lì, dargli tempo e la qualità della virtù comincia a diffondersi come una fragranza.
Rinfrescare la mente, soddisfare il cuore, coltivare la benevolenza. Tutto questo può aiutare ed incoraggiare chitta ad uscire dal suo stato agitato e contratto, per qualcosa di più aperto, fluido e ricettivo..
Senti l’effetto nel corpo, il corpo amplifica quella sensazione, risuonando con essa. Si percepisce una dimensione aumentata che comincia a manifestarsi come un’energia e una sensazione che risolleva, rinfresca… Energia e sensazione…. Resta con questo.
Percepiscilo con consapevolezza……… (lunga pausa)
E’ molto utile avere un punto di ancoraggio, un palo di ormeggio.
L’energia del sentire e l’energia di chitta, quando cominciano ad aprirsi, sono un po’ come qualcosa che è stato compresso a lungo e che inizia ad espandersi, le energie si muovono, prendono forme e colori, immagini e luci. Possono risalire fino alla testa o attraversare il corpo.
Possiamo essere affascinati o allarmati da ciò, abbiamo comunque bisogno di mantenere un centro stabile, usando la colonna vertebrale oppure un mantra, una parola semplice .
Segui la respirazione per l’intera sua durata, usa l’espirazione e la sua conclusione come punto di riferimento. Quindi lascia andare, rilassati con il movimento del respiro e arriva fino alla fine dell’espiro. C’è una sensazione di completezza in questo.
E ti rilassi. La fine dell’inspirazione, come una certezza, come un segno di punteggiatura che crea un punto di riferimento stabile all’interno delle energie che si dispiegano da chitta, di cui si può solo essere consapevoli, senza distrarsi.
Chi è che conosce o è consapevole di questo? Punto di ancoraggio, palo di ormeggio….. (lunga pausa)
Nel linguaggio dell’esperienza meditativa potremmo dire che chitta può andare verso fuori o verso dentro. Quando va fuori , segue i fenomeni, forse vuole andare verso il raggiungere qualcosa di più o viene stimolato ed eccitato dai femomeni, o ne è curioso.
E cosa significa questo per me?
E diciamo anche che chitta va verso dentro, dentro si riferisce a che cosa è che sperimenta la sensazione…”Che cosa” probabilmente non è la parola corretta, ma cosa è che sperimenta la sensazione? Si va direttamente alla radice o ci si inclina verso la sensibilità.
C’è la sensazione, piacevole o spiacevole, e c’è la capacità di percepire, la sensibilità.
Così ci muoviamo e ci incliniamo molto verso l’entrare in contatto con quella sensibilità, tornando ad essa per conoscerla….. (pausa)
Puoi liberarti dell’idea del tuo corpo. Abbiamo una nozione di base dell’anatomia, puoi lasciarla andare, non ne abbiamo bisogno, mettiamo da parte la necessità dell’anatomia, come se non ne avessimo più bisogno. Si stabilisce una sorta di corpo, un corpo della meditazione. ….. (pausa)
Questo andare verso l’interno consolida chitta, samadhi consolida chitta, così non si disperde e diventa calmo.
Quindi la sensazione non scatena l’emozione, che manda fuori chitta, e lo disperde.
Vai alla radice, raffreddando la sensibilità, stabilizzando e consolidando chitta. (pausa)
La consapevolezza diventerà molto più chiara,…. C’è una vera presenza di silenzio….
(pausa)
[traduzione a cura di Silvia Ventriglia]