Nutrimento del cuore Ajahn Jayasaro

Nel 1978 a Londra, poco prima di partire per la Thailandia, ebbi un confronto con una psichiatra da poco in pensione dopo una lunga e brillante carriera. Mi sorprese quando mi disse che raramente aveva consigliato ai suoi pazienti di meditare. A suo avviso, la cosa essenziale da far comprendere alle persone con problemi di salute mentale era quanto le difficoltà che incontravano fossero legate alle loro azioni e al modo di parlare, e come il primo, fondamentale passo fosse il prendersi cura del proprio comportamento nel mondo.

L’importanza di sīla non può essere sottovalutata. I ritiri di meditazione per laici sono stati senza dubbio uno sviluppo molto positivo nelle comunità buddhiste durante gli ultimi cinquant’anni. Tuttavia, la meditazione è solo una parte dell’addestramento integrato di corpo, parola e mente, necessario per la liberazione. Un’enfasi eccessiva sull’applicazione di una particolare tecnica meditativa, e una attenzione insufficiente alle condizioni di supporto offerte da dāna e sīla, conduce spesso a progressi non duraturi. Nelle condizioni particolari offerte da un ritiro, è possibile che la mente colga un fugace barlume del sublime; la questione è se essa sia abbastanza matura da approfondire quella visione. Imparare la gioia del donare disinteressatamente e fare esperienza dell’integrità e del rispetto di sé che derivano dall’osservanza dei precetti sono componenti fondamentali di tale maturità.

Ajahn Jayasāro, 17 marzo 2026