Nutrimento del cuore Ajahn Jayasaro

La chiglia di uno yacht è simile a una pinna immersa sott’acqua che impedisce al vento di spingere l’imbarcazione di lato e le consente di navigare controvento. La chiglia contiene la zavorra, che conferisce stabilità alla barca, e per questo è una buona metafora dell’equanimità, come lo è anche un pilastro profondamente infisso nel terreno. La sua immobilità non dipende soltanto dal materiale di cui è fatto; altrettanto importante è la profondità alla quale esso sprofonda nel terreno. Allo stesso modo, la forza dell’equanimità dipende da quanto essa è radicata nella saggezza.
I venti mondani che sferzano la mente non cessano mai di soffiare. Tuttavia, grazie alla presenza mentale e alla saggezza, perdono il potere di trascinarci qua e là. L’equanimità ci offre una zavorra e un ancoraggio. Vedendo che il guadagno è inseparabile dalla perdita, lo status sociale dalla perdita di status, il piacere dal dolore e la lode dalla critica, smettiamo di attribuire loro un’importanza eccessiva nella vita. Quando non siamo più ossessionati da ciò che è instabile, la mente stessa diventa più stabile.
Comprendendo che tutte le cose mutano in base a cause e condizioni, non ci esaltiamo quando le circostanze sono favorevoli né cadiamo nello sconforto quando non lo sono. Non si tratta di scegliere deliberatamente di mantenere uno stato mentale equilibrato; piuttosto, l’equilibrio e la serenità sorgono spontaneamente quando la presenza mentale e il samādhi sono permeati dalla saggezza.
Un’altra immagine: un grande elefante bianco guarda in basso e vede dei cuccioli rabbiosi che gli mordicchiano le zampe. L’elefante avverte qualcosa, ma è un “qualcosa” che equivale quasi a niente. E continua a camminare, imperturbato.

Ajahn Jayasāro, 6 giugno 2026