Le persone speciali
Le chiamano persone speciali
perché quando le incontri
la tua vita cambia per sempre.
Perché tengono i piedi
ben piantati sulla terra
e la testa persa chissà dove
tra le nuvole.
E vivono spettinate.
E profumano di vento.
Perché la loro voce
è una coperta calda
dove addormentarsi.
Perché quando ti si fa il buio dentro
loro lo sanno
e si fanno luce dentro di te
con un abbraccio
con un sorriso
con una stretta di cuore.
Le chiamano persone speciali
perché speciale è chi ti porta
un passo oltre il dolore
e ti offre un passaggio per la felicità.
Perché speciale è chi
resta gentile
in un mondo che detesta la gentilezza
e costruisce bellezza
ed è artefice di meraviglia.
Non lo so come fanno
ma quando ti sono vicino
senti che un po’ della loro forza
diventa la tua.
E allora capisci che ci sono persone
da tenere accanto
e altre da allontanare.
Capisci che esistono persone
che sciolgono le tue paure
e ti fanno diventare mare.
Le persone speciali
anime libere
chiamateli come diavolo vi pare
sono le uniche per cui perdere la testa
sono le uniche per cui val la pena
resistere e lottare.
[Andrew Faber]
Caro lettore, lettrice, bentornato/a in questa nuova pagina di “a modo mio”.
Esistono persone capaci di sentire più intensamente (PAS: Persone Altamente Sensibili) di altre. Potremmo pensare che essere sensibili sia un difetto, una prigione, una condanna. Ma guardando da un altro punto di vista – quello assunto da Andrew Faber in questa raccolta di liriche e brevi racconti – potremmo invece vedere la sensibilità come un “modo di abitare la realtà”, un’ “intelligenza che coglie l’invisibile”, una forza che permette di percepire ogni sfumatura della vita, ogni sensazione nascosta dietro ogni esistenza, dietro gesti, posture ed emozioni. Una forza che può diventare esempio, invito al “coraggio di sentire”, salvando il mondo da freddezza, indifferenza, insensibilità, distrazione e avversione che spesso dilagano ai giorni nostri. Un dono che, se accolto e ben gestito, può diventare tenera carezza, ascolto profondo ed abbraccio al nostro essere fragili e umani. L’autore trasforma la sensibilità in poesia, in forza gentile capace di empatia, compassione e rispetto per lo spazio sacro interiore proprio e altrui, in cui sofferenza e bellezza possono coesistere senza farsi guerra, con amorevole attenzione a non recar male a se stessi e al prossimo. Come il micetto con la testolina sottosopra nella copertina del libro, che guarda quindi da un’altra prospettiva, per così dire “rovesciata”, potremo allora rileggere la parola PAS come “Persone Altamente Speciali”: “anime capaci di costruire ponti con gli occhi e di curarsi con gli abbracci, che insegnano al mondo come si fa a resistere con dolcezza, trasformando ogni ferita in un varco di luce”.
Buona lettura di questo libro il cui messaggio si erge a impersonale, universale, capace di donare respiri di luce, tocchi di finezza e scintille di amorevolezza.
[Maurizio Brigandì, volontario progetto PienEssere APS]
