“Si crede ancora nella Resurrezione ?
O almeno, siamo aperti ad una plausibile possibilità di tale evento
non solo per Gesù ma anche per ciascuno/a di noi ?
E questa trasformazione della vita
– nella vita, con la vita e sempre per la vita stessa –
che senso ha per il cosmo intero ?”

 

 

Caro lettore, lettrice, bentornato/a in questa nuova pagina di “a modo mio”.

Siamo di passaggio, su questa Terra, dotati di coscienza e soprattutto autocoscienza, e per questo spesso alla ricerca di risposte al fascino e mistero di domande esistenziali e di senso: chi siamo veramente ? Da dove veniamo ? Perché siamo nati ? Qual è la nostra missione ? Qual è la vera natura della realtà oltre le nostre percezioni ? E soprattutto: cosa accade dopo la morte fisica del corpo ? La vita continua in qualche altra forma ? Come possiamo dimostrarlo ?

Scienza e spiritualità sono sempre state in antitesi. Da una parte la scienza, legata a ciò che si può sperimentare, verificare, misurare, certa che la coscienza sia generata dal cervello e che tutto muoia insieme al corpo. Dall’altra le correnti religiose, spirituali e mistiche, occidentali e orientali, che pervengono ad una visione intuita e condivisa di vita ultraterrena, immortalità di anima o coscienza. E che dire del miracolo, tutto cristiano, del corpo di Cristo che si “trasfigura” diventando luce, “spirito vivificante” che sale in cielo ? Che significato possiamo dare oggigiorno alla Resurrezione, depurandola dell’aspetto di miracolo e applicandola a tutti gli esseri umani, in un’epoca post-teista come la nostra, sempre più caratterizzata da instabilità e repentini cambiamenti, indebolimento di rapporti umani, perdita di certezze e di saldi punti di riferimento tra cui anche quelli religiosi ?

Scritto a più mani, “RESURREZIONE” ci mostra come il periodo in cui viviamo sia pieno di fermenti culturali, nuove interpretazioni e teorie che sembrano convergere verso una visione più unitaria e condivisa, riducendo la frattura tra scienza e spiritualità. Un fecondo ed entusiasmante dialogo multidisciplinare che coinvolge fisica, mistica, spiritualità e teologia, che arricchisce e conferisce nuovi significati a diversi punti di vista.

Da una parte la scienza con Federico Faggin, imprenditore, inventore e fisico italiano, propone una nuova teoria della realtà, degna di nota anche se non universalmente riconosciuta, basata sulla meccanica quantistica. Una nuova visione che non considera la coscienza come prodotto del cervello e quindi del corpo, ma vede il corpo come manifestazione di una porzione (parte/intero) della coscienza universale (Uno) che si incarna e sopravvive al decesso del corpo, in sintonia con le tradizioni spirituali, con il sentirsi parte di (e tutt’uno con) qualcosa di superiore ed universale, con il “non siamo mai nati e non moriremo mai”, da sempre intuizione e speranza di chi condivide una visione spirituale/religiosa.

Dall’altra parte teologia e mistica danno vita ad interpretazioni “più moderne” delle Sacre Scritture andando oltre la dimensione del miracolo ed oltre il livello letterale e storico per approdare ad un livello più profondo, simbolico e spirituale, vedendo la Resurrezione di Cristo sotto nuova luce, come esperienza dell’Uomo che si riconosce Uno nell’Uno, che “risorge” già da vivo incarnando il Regno dei Cieli dentro di sé, l’amore che oltrepassa i confini dell’ego e i suoi attaccamenti al materiale e all’individuale per approdare ad una dimensione più umana ed universale. E così anche noi, rivivendo la coscienza Cristica, potremmo “risorgere”, risvegliarci alla luce e a quelle buone qualità del cuore che portano a compimento il processo di piena umanizzazione. E, se lo sentiamo, potremmo vivere con la consapevolezza di sentirci parti di qualcosa di più ampio, vivo e universale, di essere venuti dalla luce, essere luce e ritornare alla luce dopo il decesso del corpo, conferendo così un senso più profondo, ampio e sacro alla nostra esistenza.

Buona lettura di questo suggestivo saggio sulla Resurrezione, un viaggio poliedrico e variegato in cui ognuno di noi potrà avere le proprie ispirazioni, fare le personali riflessioni e vivere ciò che più risuona dentro la propria anima.

[Maurizio Brigandì, volontario progetto PienEssere APS]