“L’incremento continuo di conoscenza non è […] indizio
del manifestarsi del pensare;
segnala, piuttosto, quella forma di pensiero
che viene definito ‘calcolante’,
cioè il pensiero che si occupa di garantire il dominio sulle cose,
ma non si cura di accedere al loro senso.”
“A muovere il pensare, invece, non è l’ansia di dominio,
ma il desiderio di significato,
ossia la tensione a cercare modi esistentivi
capaci di inverare l’esistenza.
In questo senso, pensare è ‘l’assoluto essere desti’,
cioè stare con consapevolezza radicati nel presente
per dare un’impronta originale al proprio esserci.”
“Interrogarsi su che cosa sia il bene e che cosa sia il male,
che cosa sia il bello e che cosa sia il brutto,
che cosa sia il giusto e che cosa sia l’ingiusto
è della massima importanza,
perché le risposte che vengono formulate a queste domande
vanno a costituire quell’orizzonte di criteri regolativi
in base ai quali si decide la direzione del proprio esistere.”
Caro lettore, lettrice, bentornato/a in questa nuova pagina di “a modo mio”.
Siamo unici. In quanto esseri umani, siamo capaci di pensiero autonomo e profondo, di analisi critiche e giudizi, di infinite sfumature di pensiero. Eppure i nostri tempi sono spesso caratterizzati da mancanza di pensiero libero, da cristallizzazione del pensiero che non vuole più rimettersi in discussione. Siamo condizionati e manipolati da mode, correnti ed ideologie di pensiero che spesso seguiamo, accettando acriticamente interi pacchetti di idee decise da altri. Com’è possibile che ci siano “folle” di persone che condividono sempre gli stessi pensieri ? Dov’è finita la capacità di pensiero indipendente ? Dove alloggia il coraggio di essere se stessi, autentici e di mostrarsi tali, unici, ognuno con la propria esperienza e sensibilità, capaci di vedere aspetti diversi della realtà? Dove si nasconde la libertà pensiero ?
“A scuola di libertà” è un cammino impegnativo che ci risveglia alla passione per il pensiero critico, alla consapevolezza della qualità dei nostri pensieri e alla vigilanza su pigrizia ed inerzia a restare su idee fossilizzate, per tornare ad interrogare e mettere in discussione anche idee già consolidate, riverificando la solidità delle loro fondamenta, l’aderenza all’esperienza, al reale e a fatti dimostrabili, all’etica e alla bontà, smascherando manipolazioni e pregiudizi. E’ un invito ad aprirsi alla pluralità di idee e alla pratica del pensiero come dialogo e confronto umile e leale col pensiero altrui, non per imporsi, ma per crescere ed arrivare ad una nuova verità nata dallo scambio di idee, con la consapevolezza che sarà sempre e comunque transitoria. Nessuno è detentore di verità assolute, né tanto meno risolutive. Siamo tutti un po’ approssimativi. E la verità, soprattutto sulle questioni di senso e significato, tende sempre un po’ a sfuggire, appare sempre un po’ plurale, intrinsecamente complessa, con tanti gradi di libertà, sfaccettature e punti di vista. Pensare è esistere, essere cercatori di senso, un po’ filosofi e custodi della libertà. E’ non sentirsi mai del tutto arrivati a una verità definitiva. E alla fine di questo libro non ci sentiremo di certo arrivati, ma forse un po’ più consapevoli, svegli e liberi.
Buona lettura di questo saggio su formazione e pensiero autonomo, che ci conduce a riscoprire quello sguardo etico di chi realizza di essere non isolato ma connesso a tutti gli altri esseri viventi, coltivando responsabilità, coraggio e passione per la ricerca di pensieri ed azioni che siano in armonia con tutti gli esseri viventi e nascano dal desiderio di cura per sé e per l’intera comunità, al fine di migliorare la qualità di vita e garantire il pieno fiorire delle potenzialità di ognuno di noi.
[Maurizio Brigandì, volontario progetto PienEssere APS]
