C’è più testo scritto su un volto che in un volume delle Pléiade,
e quando guardo un viso, cerco di leggere tutto,
anche le note a piè di pagina.
Leggere così l’altro significa favorirne il respiro, ossia farlo esistere.
La luce del mondo non viene dal mondo:
viene dall’avvampare dei cuori puri,
invaghiti, più che di sé,
della radicale semplicità del cielo azzurro,
di un gesto generoso, di una parola fresca.

(Christian Bobin – da “La luce del mondo”)