A volte ci dimentichiamo
quanto sia bello essere semplici.
Non perfetti, non brillanti, non sempre all’altezza.
Semplici.

Io credo che torneremo a salvarci così:
con la semplicità.
Con i piccoli gesti.
Con le parole dette piano.
Con la gentilezza che sembra banale,
e invece è rivoluzione.

Alla fine,
saranno i semplici
a tenere insieme il mondo
mentre gli altri cercano di aggiustarlo.

La semplicità non è poca cosa,
è un’arte sottile.
È quella che ti fa respirare quando il mondo ti stringe.
La semplicità è un modo di guardare.
Che ti mette davanti agli occhi l’essenza,
spogliata del rumore,
del troppo,
del superfluo.

Perché forse,
solo chi ha imparato a non voler brillare
illumina davvero.
Una luce minima
che sa bastare a se stessa.
Un gesto senza nome
che dice tutto.

Io ho un debole per le persone semplici:
quelle che non fanno scena
ma fanno bene al cuore.
Che non vincono le discussioni,
ma sanno ascoltare.
Che non alzano la voce,
ma quando parlano
ti arriva addosso la verità.
Io ho un debole per loro,
perché in un mondo che urla troppo,
sono il silenzio che capisce.

Perché in questa mania di stupire
sono semplicità che incanta.
Perché quando non sai dove stare
sono loro l’abbraccio che cura.
Perché quando non sai dove andare
sono loro la direzione giusta.

[Andrew Faber]