
Percezioni sulla natura del cambiamento – Ladakh 1995 – 2007
Mi trovo su un pendio esposto, a circa 4500 metri d’altitudine. Lo sguarda spazia sulle cime immacolate che s’innalzano a meridione. Le praterie d’alta quota, sul fondovalle, sono verdissime, illuminate dai raggi del sole pomeridiano. Lontano, a settentrione, le case bianche di Changyul e i campi terrazzati che le circondano
sono chiaramente visibili.
Al seguito di due ladakhi che praticano la medicina tibetana. ho raggiunto la remota valle di Sapi, in quegli anni (1995) non ancora collegata al resto del Ladakh da una strada.
Tsering, uno dei due medici, appartiene a una famiglia che tramanda conoscenze teoriche e pratiche attraverso le generazioni. Esse non si limitano alla medicina in senso stretto, ma comprendono saperi relativi all’ambiente, naturale eumano, con il quale le persone si confrontano ogni giorno.
Tsering è un attento osservatore dei fenomeni naturali e delle vicende culturali, sociali e politiche, che hanno segnato la storia della valle. È profondamente convinto che essi contribuiscano a determinare le condizioni di benessere dellesingole persone e della comunità, che include anche il mondo fisico e quello biologico, nella loro interezza. Ogni aspetto della vita dell’uomo esercita, dunque, un ruolo cruciale: il comportamento individuale, i rapporti interpersonali, le relazioni con la natura e con le entità sovrannaturali che la abitano, le attività relative ai modi di produzione, fondati sull’allevamento di yak e ovini e sulla coltivazione di orzo e legumi.
Lo stato di benessere psicofisico, spirituale e materiale può essere conseguito e mantenuto solamente adottando una condotta morale appropriata, individuale e collettiva, estesa alle relazioni con il mondo naturale e sovrannaturale.
Essa corrisponde, secondo Tsering, a quella proposta dagli insegnamenti buddhisti e da saperi e pratiche elaborate localmente e consolidate nel tempo. Queste pratiche e conoscenze rappresentano i cardini di riferimento per la vita della comunità.
Quando, dodici anni dopo, incontro nuovamente Tsering, la sua visione non è mutata. Importanti cambiamenti economici, culturali e sociali, hanno avuto luogo in quegli anni. Una strada ora collega Sapi con il resto del Ladakh e, negli anni successivi, anche la rete elettrica raggiugerà la valle. In quell’occasione, la popolazione ha festeggiato nel centro del villaggio, improvvisando danze e canti. Le nuove opere hanno portato grandi benefici per tutti, materiali e sociali, ma, al tempo stesso, secondo l’opinione di Tsering, nuovi problemi.
Tsering è preoccupato per le trasformazioni sociali e culturali indotte dal processo di modernizzazione. La sua visione, pessimistica, è pressappoco la seguente: ben vengano le innovazioni tecnologiche, ma qui le persone stanno rapidamente dimenticando le tradizioni e la pratica della religione buddhista. Si è prodotta una
nuova coscienza individuale e collettiva, non appropriata, che allontana l’uomo dalle proprie radici e dalla saggezza che assicurava una vita più serena. La comunità non è più coesa come lo era un tempo, l’individualismo e l’egoismo si diffondono rapidamente. Esiste oggi una frattura tra le nuove e le vecchie generazioni.
Il medico indica il ghiacciaio, di forma vagamente ellissoidale, che si estende alla base di una cima innevata. Dalla posizione raggiunta è visibile nella sua interezza.
“Una volta, arrivava più in basso, sino a quel grosso masso”, commenta.
I cambiamenti del clima si sentono anche in queste valli. Ultimamente, gli inverni sono meno freddi e, talora, aridi. Gli orsi scendono fino nei villaggi in cerca di cibo.
Tsering imputa tutto questo alla mancanza di un comportamento morale appropriato da parte della comunità.
Occorre, dunque, secondo Tsering, recuperare quell’antica saggezza costruita nel tempo e riprendere a seguire gli insegnamenti della dottrina buddhista.
Foto: tarda estate, valle di Sapi (2006)