
La thangka e il potere spirituale del monte Kailash, Tibet occidentale 2026
Un giovane tibetano e la sua compagna cinese, abbigliati alla guisa di “Tibetan cowboys”. Volti raggianti, persone animate da entusiasmo e vitalità. Li incontro una sera a Darchen, presso il locale di famiglia. Il giovane è anche artista. Una thangka, pittura su tela, da lui prodotta di recente, domina quello spazio accogliente. Raffigura il monte Kailash, per i tibetani “Kang Rinpoche”, accompagnato da due cavalli sormontati da fiamme. L’opera commemora l’anno corrente, quello del cavallo di fuoco secondo il calendario tibetano, una ricorrenza speciale, estremamente propizia per il compimento della circumambulazione della “Preziosa montagna delle nevi eterne”. Dalla primavera, innumerevoli pellegrini sono accorsi da ogni parte del Tibet, per compiere il sommo cammino.
Ma quella thangka possiede delle qualità speciali: è carica di potere spirituale, è impregnata dell’energia purificatrice della montagna, del cosiddetto “cinlab”.
Per ottenere questo risultato, il giovane artista ha organizzato, per la thangka, una sorta di rituale di potenziamento. L’opera è stata portata, come un oggetto sacro, intorno al Kang Rinpoche. Come un pellegrino, ha compiuto i rituali ordinari presso i luoghi sacri che marcano il percorso di circumambulazione e ha partecipato a speciali funzioni religiose presso i monasteri. Sessanta pellegrini hanno accompagnato il dipinto intorno alla montagna, simboli del ciclo di sessanta anni che scandisce il manifestarsi dell’anno del cavallo di fuoco. La circumambulazione è stata documentata attraverso video e fotografie molto ben realizzati.
Provo ammirazione per queste persone. Hanno realizzato un magnifico progetto, giovani che appartengono alla modernità, esperti nell’utilizzare la tecnologa e nell’accedere al mondo virtuale e che, parimenti, nonostante le interferenze politiche, sociali ed economiche, restano vicini al mondo tradizionale.
Di questo discutiamo a lungo, con entusiasmo. Il giovane artista vorrebbe che la sua opera e le intenzioni con le quali è stata realizzata, fossero rese note a un pubblico vasto. I video e le fotografie prodotte sono già un’ottima documentazione. Il giovane, tuttavia, mi chiede di aiutarlo, proponendo di girare un breve video nel quale, in lingua tibetana, avrei descritto quella thangka, sottolineandone il valore sacrale da essa posseduto, grazie al pellegrinaggio intorno al Kang Rinpoche. Accetto, a patto che il video sia realizzato il giorno seguente, in modo da avere il tempo per prepararlo. Ma l’artista rifiuta la proposta, “deve essere un discorso che scaturisce dal cuore, lo puoi fare soltanto in questo momento”. Ha ragione. Procediamo immediatamente. Il mio breve discorso è ben ricevuto.
Foto: il monte Kailash o Kang Rinpoche, “La preziosa montagne delle nevi eterne”.