L’arte di correre | Haruki Murakami

Al cuore del libro

“Quando corro, semplicemente corro. In teoria nel vuoto (…). In quella sospensione spazio temporale, pensieri ogni volta diversi si insinuano naturalmente nel mio cervello. (…) Somigliano alle nuvole che vagano nel cielo. Nuvole di grandezza e forme diverse che arrivano, se ne vanno, semplici ospiti di passaggio. Ciò che resta è soltanto il cielo, che è sempre lo stesso. Che è qualcosa che esiste, e al tempo stesso non esiste. Che ha sostanza e al tempo stesso non ne ha. Noi non possiamo fare altro che constatare la situazione (…) e accettarla”

Quanto mi piace questo pensiero, pulito, semplice.

Non resta che provare.

Però io non corro, semplicemente cammino. La giornata è bella e decido di andare a camminare in montagna. Parto con il mio solito bagaglio di pensieri, il percorso è nuovo e magari mi perdo, magari non ce la faccio, non dovevo venire da sola… ma inizio a camminare,   i pensieri si sciolgono nel sudore, un passo dopo l’altro, svuoto la mente, non è facile. Un passo, e poi ancora un passo: sento la fatica e il freddo, e cammino, in silenzio. Sarà una bella giornata, le previsioni meteo danno sole, penso mentre inizia a piovere. Vabbè, quattro gocce, penso mentre diluvia e poi grandina. Sono nel bel mezzo del percorso, non c’è alcun riparo. Posso solo continuare a camminare, in silenzio. Non ero preparata ma è successo, non posso farci nulla.

Come in ogni cosa: qualunque cosa ti accada, non importa se piove o fa sole, non puoi fare altro che stare con quanto accade. Tu hai il potere di accogliere oppure no, di sentire, di essere consapevole di quando accade momento per momento oppure no.

Pensa a quante giornate attraversi in cui ti sei fatto un programma ma poi accade tutto ciò che non avevi previsto, e non puoi farci nulla se non svuotare la mente ed accogliere quanto accade. Pensa a quelle giornate in cui attraversi così tanto dolore che arrivi alla sera esausto e dici basta, con ce la posso fare… in realtà puoi ancora fare qualcosa, puoi lasciare andare… “Forse la vita è così. Forse è una cosa che dobbiamo semplicemente accettare, a prescindere da ragioni e circostanze”

Lo sai, te lo ripeti mille volte, eppure non è così facile. Cerchi rimedi, qualcosa che ti faccia stare meglio, che ti sollevi il peso quotidiano, l’angoscia che troppo spesso senti quando apri gli occhi e ti appresti ad affrontare una nuova giornata. Sai bene che non basta la conoscenza teorica, nemmeno il tuo libro preferito, quello che tieni per i momenti difficili,  il cullarti in belle frasi e teorie perchè “riesco a rendermi conto chiaramente delle cose soltanto quando le percepisco attraverso la mia carne viva, attraverso una materia che posso toccare con mano”.

Ora, dicevo il tuo, e mio, impegno è dare un senso al rincorrersi delle giornate, quelle luminose e facili, come quelle buie e difficili, coltivare un’arte che ti restituisca leggerezza.

Mi sono sempre piaciuti quei libri che titolano “L’arte di…”. Perché alla fine non è importante che tu preferisca leggere o lavare i piatti, curare l’orto o disegnare su un foglio di quaderno, l’essenziale è che tu coltivi con arte le cose di cui è costituita la tua vita, e se tutto ciò che fai è un’arte, la vita stessa diventa arte.

Ne “L’arte di correre” si parla appunto di questo. Coltivare una passione che piace –Murakami parla appunto della corsa e della corsa su lunghe distanze- con tutto l’impegno, la volontà, la fatica e l’arte possibile. Perché anche la fatica e le difficoltà sono necessarie all’arte.

Puoi sostituire alla parola “correre” qualunque altra attività a te piaccia, o anche a qualcosa di piccolo e semplice, qualcosa che fai ogni giorno, troppo spesso schiacciato dal senso dell’abitudine per dare un senso nuovo, un respiro profondo come l’infinito.

Haruki Murakami, L’arte di correre

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