“Anche se non sei un artista, anche se un numero non ce l’hai, non credere di non avere niente da provare!

L’arte di vivere fa di te un artista di performance.

Fa le prove per l’indomani prima che il nuovo giorno ti dia la sveglia.

Fa le prove per il tuo sogno prima che svanisca.

Prova con gioia e con orgoglio, e abbandonati al piacere di rappresentare la tua vita di tutti i giorni”

 

Respira, siediti su una poltrona comoda.

Ti chiedo di chiudere gli occhi e sognare con me.

Ed ora torna indietro nel tempo, recupera te bambino, recupera lo stupore perfetto che hai provato quella volta che hai visto galleggiare nell’aria i trapezisti. Li hai visti dondolare, lanciarsi nel vuoto, volare, per poi ritrovare saldamente la presa. Almeno per un istante ne hai ammirato la leggerezza ed hai pensato a come sarebbe stato bello se, anche tu, fossi stato là in alto a volteggiare. Certo, hai anche provato paura e timore che cadessero,  anche se vedevi la rete di protezione sussultavi ad una presa sbagliata e rimanevi in apprensione fino a che l’acrobata tornava sorridendo al suo posto.

E ancora, pensa a quelle meravigliose camminate sul filo, il funambolo che cammina calmo con il suo bilanciere, e a guardarlo sembra tutto così semplice, leggiadro. Forse sei stato fortunato, forse hai visto realmente le incredibili camminate sul filo di Philippe Petit, o forse hai visto il film dove si racconta la sua camminata leggendaria fra le Torri Gemelle. O forse hai visto un altro funambolo che camminava tranquillo sul filo e conservi ancora quell’immagine poetica nel cuore.

Insomma, performance straordinarie, piene di poesia e fascino, timore, paura, incoscienza, sprezzo del pericolo. Immagini il senso di libertà perfetta che provano quegli artisti durante le loro esibizioni. Pensi a quante emozioni provi osservando uno spettacolo che, a ben guardare, dura pochi minuti, pochi minuti che ti lasciano il cuore carico di emozioni… Forse, non sempre, pensi al lavoro dietro le quinte, alla fatica ed il peso ed il dolore di ore ed ore di prove e di allenamento necessari a quei pochi minuti di perfezione

Il libro, particolare, spiega in modo asciutto l’apprendimento della tecnica, l’allenamento ed anche come superare le difficoltà. Ma tu ti starai chiedendo a cosa possa servire un trattato di funambulismo se, di fatto, non hai nessuna intenzione di dedicarti a questa arte.

Però.

Non è la nostra vita una continua camminata in equilibrio su un filo teso? Le attività di cui è piena la nostra giornata, la nostra professione, la vita stessa, non richiedono forse sforzo, allenamento e concentrazione? Ascoltare in modo profondo le persone, trovare la parola giusta –talvolta proprio una sola parola- che andrà a lenire un dolore, vivere la compassione non è forse un’arte?

E allora iniziamo, prima di tutto studia ciò che devi fare e preparati: “Misura lo spazio, palpa il vuoto, soppesa le distanze, controlla lo stato degli attrezzi, li predispone. Assapora fremendo quella solitudine: sa che, se ce la fa, sarà funambolo”

Poi l’allenamento, abitare il dolore ed imparare a camminare “Restare in equilibrio su un piede finchè il dolore diventa insopportabile, prolungare la sofferenza ancora un minuto prima di cambiare piede. Ripetere l’esercizio. Aspettare che il piede sia perfettamente piazzato prima di fare il passo seguente”. E quando sei stanco, o pensi che sì, dai, più o meno le cose le sai, “la seduta di allenamento sarà ogni giorno più lunga, più preziosa”

E non ti preoccupare se ogni tanto le cose non vanno come vorresti  “La caduta sul cavo (…) deriva da una perdita di concentrazione, da un piede male appoggiato, da una fiducia esagerata in se stessi (…)” Allora devi “trovare lo slancio per riprendere al più presto, e con impeto maggiore, il movimento interrotto”

Insomma, amico lettore. Se pensi alla tua vita come un filo, unico, teso nel cielo infinito, regalati un po’ di tempo per leggere questi due libri di Philippe Petit. Forse non diventerai un funambolo (certo non lo diventerò io che soffro di vertigini) e non attraverserai Notre Dame su un filo per aria ma, fidati, potrai diventare un abile funambolo nel tuo vivere quotidiano.

Buona lettura.

Philippe Petit, Trattato di funambulismo, Ponte Delle Grazie
Philippe Petit,  Creatività, Ponte Delle Grazie

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