“Passiamo la nostra vita a leggere, ma non sappiamo più leggere, ossia fermarci, liberarci dalle nostre preoccupazioni, ritornare a noi stessi, lasciare da parte le nostre ricerche della sottigliezza e dell’originalità, meditare con calma, ruminare, lasciare che i testi ci parlino”

Ora, per una divoratrice di libri come me, questa frase mi ha sconcertato… come sarebbe a dire? quindi posso leggere lentamente? posso leggere un libro e fermarmi su una frase che mi parla alla mente, al cuore? posso meditare con un libro? posso leggere con il cuore? Posso, davvero?

Il libro da cui è tratta la citazione pare dire di sì, che è possibile, che il cammino “spirituale” è esattamente questo, fermarsi su una parola, una frase, e stare fino a che quella frase ti ha realmente scavato e parlato in modo unico, puntuale, preciso, a te, solamente a te anche se la stessa frase forse la stanno leggendo altre migliaia di persone. E per fare questo è necessario “esercizio”, pratica, se preferisci questo termine, ma in ogni caso lo stesso impegno e la stessa costanza con cui lavori la terra, togli le erbacce, le pietre, zappi, semini, e poi aspetti paziente che nel tuo orto germogli qualcosa, non sai esattamente cosa, né quando. Una saggezza antica, di cui abbiamo traccia da che esistiamo, che ci rende ricercatori di senso, da sempre. Cose che conosciamo, di cui abbiamo sentito parlare o che abbiamo pure studiato negli anni della scuola… ma allora, forse, non ci hanno parlato e abbiamo liquidato come roba di scuola, capitolo noia e doveri, per me almeno. E con rammarico oggi penso alle occasioni sprecate, al mio stare sempre altrove, a me che leggevo il romanzo di turno sotto il banco, mentre questa o quella insegnante spiegava, chessò, Seneca, Aristotele, Kant…

Ora, spero ti sia venuta un po’ di curiosità per questo libro misterioso e non ti spaventi nel sentire il titolo, “Esercizi spirituali e filosofia antica”, perché è un piccolo libro di un filosofo francese, Pierre Hadot, che ha il dono di essere molto chiaro, di spiegare concetti complessi con rigore e semplicità.

Non è un libro da leggere tutto d’un fiato ma lo puoi gustare un poco alla volta, un capitolo, una frase, una parola.

Un libro che ti ricorda ad ogni pagina che “l’esercizio della ragione è meditazione” ed ancora “la nostra sola occupazione deve essere la nostra guarigione (…)” e la guarigione a sua volta “piacere di essere”.

E niente. Se il libro ti incuriosisce, prova a leggerne piano piano qualche pagina.

Se ancora ti spaventa perché come un incubo ti tornano alla memoria i compiti in classe di filosofia, prendi un qualunque altro libro che ami e rileggilo in questa modalità, lento, poco per volta, trova la luce fra le righe per te.

Buona lettura.

Hadot, Esercizi spirituali e filosofia antica, Einaudi

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